VEGETRIANI E FRUGIFERI[1]
Nel futuro quasi sicuramente non
mangeremo più carne di animali. Mangiare carne di animali sarà considerata una
pratica antisociale tanto quanto l’essere cannibali. Ai nostri tempi uccidere
inutilmente un animale quando ci sono alternative altrettanto valide è il
crimine maggiore commesso dall'uomo cosiddetto civilizzato.
Fortunatamente già oggi sono
moltissime le persone che man mano prendono consapevolezza della barbarie
sottesa al consumo di carne animale.
La sofferenza degli animali nel
vivere in ambienti ristrettissimi con poco spazio per muoversi, il dolore della
morte prematura e spesso violenta che stà dietro il consumo di carne è
accompagnato da una sottile forma di ipocrisia che consiste nel dimenticare la
provenienza della carne che mangiamo e che facciamo mangiare ai nostri figli.
Mangiare carne già tagliata e confezionata è
per noi come se nascesse direttamente come prodotto a se stante e non derivasse
dallo smembramento di un essere vivente che è stato appositamente ucciso.
Questo cortocircuito mentale che
nasconde a noi stessi il nesso diretto fra l’innaturale dolore causato agli
animali e il mangiare la sua carne comporta, nelle società opulente, un
ulteriore aggravarsi del problema: un consumo eccessivo di questi alimenti
animali. Più si consuma carne e più si causa morte e dolore di animali
innocenti, più riceviamo in cambio altrettanto male sotto forma di malattie
dovute all'eccessivo consumo e danni dovuti agli antibiotici inoculati agli animali
che portano con il tempo ad anomale resistenze degli agenti patogeni alle cure
antibiotiche successive.
A tutto quello già descritto, per i
più cinici e pratici, si deve aggiunge lo spreco di energia e di risorse che ci
sono dietro ad una confezione di carne venduta.
Solo considerando le risorse per
l’alimentazione, per aumentare di un kg un bovino, per esempio, ha bisogno in
media di almeno 7/10kg di alimenti vegetali (quando sono vegetali). Se poi si
considera quante risorse alimentari servono per produrre un kg di carne di
bovino, quindi al netto di tutti gli scarti della macellazione saliamo a
16/20kg di alimenti vegetali necessari.
Tutto questo senza quindi
considerare l’effetto nocivo dei gas serra prodotti dall'allevamento e lo
spreco di risorse essenziali quali l’acqua e l’energia.
L’aumento della popolazione
mondiale sommato con l’incremento più che proporzionale dell’aumento del
consumo medio pro capite di carne, fa crescere esponenzialmente le problematiche
su evidenziate causando una catena di danni agli animali, all'uomo e
all'ambiente.
Per tutte queste motivazioni, ma in
primis il rispetto dell’essere vivente che è l’animale, quando in futuro ci
libereremo dell’ossessione del primato dell’uomo sulla natura che ci circonda,
ci libereremo dei dettami della religione che ci fa assurgere l’uomo come
l’unico essere vivente figlio di Dio e che possiede un anima, finalmente potremo
vivere fianco a fianco e con rispetto con gli altri esseri viventi e godere
anche dei lori regali (latte, uova, ecc..). In questa società del futuro
sicuramente vivremo maggiormente a contatto con la natura e gli animali
domestici in un vero ecosistema coadiuvato dalla tecnologia. Solo per fare un
esempio, tutti avranno la possibilità di avere una stalla con la mucca per il
latte. Una stalla tecnologica però che si auto-pulisce con pendenza del
pavimento e getti d’acqua recuperando gli scarti animali per uso di
concimazione attraverso processi automatizzati. Tutto sarà controllato da
sensori che immediatamente produrranno scenari su consumi e materie necessarie
all'ecosistema casa/fattoria ai fini di un giungere ad un ecologico pareggio
fra consumi/riciclo/energia/prodotti.
Il bilancio ecologico consolidato
di tutte le famiglie sarà la base della nuova civiltà agricolo/tecnologica del
futuro.
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